Sei una stagione autunno? I segnali per riconoscerla prima di rifare l'armadio

Settembre è il mese in cui si tirano fuori dal fondo dell'armadio maglioni e giacche, li si guarda con sospetto e si comincia a compilare una lista di acquisti. Il rischio è confondere le due cose, e comprare capi color foglia secca solo perché fuori le foglie cambiano colore.


Chiariamolo subito. In armocromia la stagione autunno non ha nulla a che vedere con il periodo dell'anno. Una persona autunno resta autunno anche ad agosto, al mare, e una persona inverno non diventa autunno perché è ottobre. Il nome è una convenzione per indicare una famiglia di colori, presa in prestito dai paesaggi a cui quei colori somigliano.

Da dove arriva l'idea delle quattro stagioni

La base teorica è più vecchia dell'armocromia. Johannes Itten, pittore svizzero, insegnò al Bauhaus di Weimar dall'ottobre del 1919 al marzo del 1923, secondo la scheda biografica della Bauhaus Kooperation, e il Getty Research Institute ricorda che fra i sette contrasti di colore su cui costruiva le sue lezioni c'erano quello fra chiaro e scuro e quello fra freddo e caldo. Itten raccolse la sua teoria nel libro Kunst der Farbe, pubblicato nel 1961 dall'editore Otto Maier di Ravensburg.


Il sistema delle stagioni applicato alle persone arrivò più tardi, negli Stati Uniti. Il catalogo della Library of Congress registra Color Me Beautiful di Carole Jackson, edito da Acropolis Books a Washington con copyright 1980. La scheda dell'editore Penguin Random House, che ne pubblica un'edizione, riassume così la divisione: la primavera ha colori limpidi, delicati o brillanti con sottotono giallo, l'estate colori freddi e morbidi con sottotono blu, l'autunno colori più decisi con sottotono arancio e oro, l'inverno colori limpidi, vivaci o ghiacciati con sottotono blu.


Le schede con cui le armocromiste presentano il proprio metodo, come quella della consulente citata più avanti, descrivono accanto a quello a quattro stagioni un metodo a dodici, più articolato. Le caratteristiche osservate sono quattro:


  • la temperatura, cioè se il colore tende al caldo o al freddo;

  • il valore, quanto è chiaro o scuro;

  • la saturazione, quanto è acceso oppure smorzato;

  • il contrasto, che non è una proprietà del singolo colore ma del rapporto fra pelle, occhi e capelli.


Nel metodo a dodici si individua in più la dominante, cioè la caratteristica che pesa di più nel colorito: chiara, profonda, brillante, morbida, fredda o calda.

Cosa significa essere autunno

L'autunno è una stagione calda. È il primo dato, ed è quello che la separa da estate e inverno, entrambe con sottotono blu nella descrizione di Carole Jackson. Rispetto alla primavera, che è anch'essa calda, l'autunno ha colori più decisi e meno limpidi.

Tradotto in immagini, i colori che stanno bene a un autunno sono quelli della terra. Un verde foresta al posto di un verde acido, un rosso mattone al posto di un rosso fragola, un giallo oro al posto di un giallo limone.

I segnali su pelle, occhi e capelli

Nessun tratto, da solo, basta a classificare una persona. La stagione nasce dall'insieme: temperatura, valore, saturazione e contrasto letti tutti insieme, e letti su pelle, occhi e capelli naturali.

Tre sottogruppi con tratti diversi

Nei sistemi a dodici stagioni l'autunno si divide in tre varianti, e riconoscerle cambia parecchio le scelte pratiche. Per un quadro dei tratti di ciascuna, con indicazioni sul trucco e sui colori del guardaroba, c'è una scheda ordinata su https://www.artiziastyle.com/come-riconoscere-la-stagione-autunno/, che distingue i sottogruppi con i nomi inglesi Deep, Warm e Soft.


L'autunno profondo, secondo quella descrizione, ha occhi, pelle e capelli scuri o molto scuri. L'autunno caldo ha di solito capelli castano ramati o rossi naturali e una pelle abbastanza chiara. L'autunno morbido ha una pelle con sfumature color champagne e occhi che vanno dal castano chiaro al verde oliva.


I nomi dicono già dove sta la differenza. Nel metodo a dodici ogni sottogruppo prende il nome dalla sua dominante: profonda per il primo, calda per il secondo, morbida per il terzo. Due persone autunno possono quindi avere palette che si somigliano nella temperatura e divergono parecchio nel valore e nella saturazione.

Cosa guardare allo specchio

Per la pelle la domanda è sulla temperatura: il viso sembra più luminoso accanto a un colore caldo o accanto a uno freddo? Il valore, chiaro o scuro, qui conta meno, perché nel gruppo autunno ci sono sia pelli abbastanza chiare sia pelli scure.


Per gli occhi conviene osservarli da vicino, alla luce del giorno, e annotare il colore reale invece di quello scritto sulla carta d'identità. Il castano chiaro e il verde oliva compaiono nella descrizione dell'autunno morbido, gli occhi scuri o molto scuri in quella dell'autunno profondo. Per i capelli vale il colore naturale, non quello del parrucchiere. Un castano ramato o un rosso naturale sono tratti indicati per l'autunno caldo.

I colori che valorizzano

La palette autunnale è più ampia della solita immagine a base di arancione. Nel guardaroba entrano le tonalità calde della terra:


  • i neutri come cammello e testa di moro;

  • il verde foresta;

  • il giallo oro;

  • il rosso mattone.

Sui metalli la regola è semplice. Per gioielli e accessori la scheda indica oro e bronzo, con pietre dai toni caldi come granato e ambra. Per il trucco, marrone, bronzo e tonalità della terra sugli occhi, e sulle labbra colori nude a base calda, come pesca e terracotta.

I colori da tenere lontani dal viso

I colori che mettono in difficoltà un autunno sono quelli freddi: tinte con sottotono blu come il rosa confetto o il blu elettrico. Non significa eliminarli dall'armadio. Un pantalone grigio o una gonna blu stanno lontani dal viso, mentre una camicia dello stesso colore sta proprio sotto il mento, dove l'analisi si concentra.

Prima di comprare: i capi che contano di più

Chi sospetta di essere autunno e sta per rinnovare il guardaroba invernale ha un criterio semplice: partire dai pezzi che stanno più vicino al viso e che si indossano più spesso. Il cappotto è il primo. Un cammello, un testa di moro o un verde foresta si abbinano al resto della palette, mentre un colore freddo accanto al viso lavora contro.


Vengono poi sciarpe e maglioni a girocollo, che toccano direttamente la pelle del collo. Qui basta poco per correggere un capo sbagliato già in armadio: una sciarpa color mattone sopra un cappotto grigio porta un colore caldo proprio dove serve. Borse, scarpe e pantaloni possono aspettare.

Perché l'autodiagnosi davanti allo specchio può sbagliare

Fare il test da soli sembra facile. Si prendono due magliette, una arancione e una fucsia, e si guarda quale sta meglio. In pratica le variabili che disturbano sono diverse.


La prima è la luce. Lo ha mostrato il caso del vestito fotografato a febbraio del 2015 in un negozio inglese e diventato famoso in rete, che alcune persone vedevano blu e nero e altre bianco e oro. Uno studio di Pascal Wallisch pubblicato nel 2017 sul Journal of Vision, basato sulle risposte di 13.417 persone raccolte in due questionari online, ha trovato che a spiegare le due letture erano soprattutto le ipotesi sull'illuminazione: chi presumeva una luce artificiale calda tendeva a vedere il vestito blu e nero, chi presumeva la luce del giorno lo vedeva più spesso bianco e oro. Davanti allo specchio del bagno, con una lampadina calda, anche la lettura del proprio colorito passa attraverso la luce che c'è nella stanza.


La seconda è stagionale in senso letterale, ed è il motivo per cui settembre è un momento insidioso. Chi è ancora abbronzato osserva una pelle diversa da quella che avrà a gennaio. Per una prova più attendibile ha senso aspettare che il colorito torni quello abituale.


Poi c'è la tinta. Un castano ramato ottenuto dal parrucchiere mette accanto al viso un colore che non è il proprio, e i sottogruppi si riconoscono sui capelli naturali. Lo stesso vale per il fondotinta, che copre proprio la pelle che si vorrebbe osservare. E c'è l'abitudine: per chi porta da vent'anni lo stesso blu scuro, qualunque alternativa sembra strana al primo sguardo.


Infine, i confronti con le persone famose aiutano poco. Una foto di un'attrice su un tappeto rosso è passata attraverso trucco, luci di scena e ritocco.


Per una prima prova in casa, le condizioni meno fuorvianti sono queste: luce naturale uniforme, viso senza trucco, niente filtri se si usa il telefono, nessuna lampada accesa nella stanza. Si accosta sotto il mento, uno per volta, un tessuto o un gioiello color oro e uno color argento, e si osserva se il viso sembra più uniforme con il primo, il metallo indicato per l'autunno, o con il secondo.


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